Divorando le stelle

Maddalena Arosio, Bolivia

Cuando sueña, el hombre es un gigante devorando estrellas. Quando sogna, l’uomo è un gigante che divora le stelle.

Questo aforisma boliviano, regalatomi da una delle mie compagne di missione, è stato il motto che ha accompagnato i mesi precedenti la partenza. Vi erano racchiusi pensieri, paure e attese verso l’esperienza estiva che mi aspettava, ma soprattutto i miei desideri. De-sidera: mancanza delle stelle. E quale luogo migliore per andare al cuore dei desideri, che mi definiscono e che mi hanno spinta a partire, di un altopiano a tremila metri di altezza, circondato da una corona di montagne altissime, sotto costellazioni mai viste prima?

La Bolivia è stata per me il luogo della gratitudine profonda verso il Signore, che ha pensato tutto questo proprio per me, e verso le persone che ci hanno accolte a braccia aperte, facendoci sentire volute bene. Proprio a noi, tre ragazze che parlavano a malapena due parole di spagnolo e che non sapevano nemmeno come muoversi in mezzo ai 25 neonati urlanti di un orfanotrofio.

La Bolivia è stata luogo di scoperta di sé e degli altri. Sono emersi sia lati scomodi del mio carattere che lati buoni. Guardando a quei neonati orfani mi sono scoperta bisognosa prima di tutto di amore: così piccoli e fragili, dipendono in tutto dall’affetto di qualcun altro. E così siamo noi: bisognosi di uno sguardo buono che ci accudisca; una volta capito questo possiamo riversare lo stesso amore anche su chi ci è accanto.

La Bolivia è stata il luogo della gratuità, del mettersi al servizio degli altri ricevendo in cambio molto più di quello che si pensava di poter dare. È stata il luogo della condivisione con le suore che ci hanno accompagnato e con le compagne di missione. È stata anche il luogo dell’avventura: viaggi interminabili, su improbabili mezzi di trasporto, ci hanno permesso di conoscere luoghi speciali di questo Paese che ha così tanto da offrire.

Infine è stato il luogo dell’affidamento. La forza per affrontare questo viaggio non veniva da me, ma da un Altro a cui rimettere tutto. Bisogna riconoscere che la vita cambia, quando ci si mette in mani buone che conoscono il tuo bene. Solo così le lacrime e la disperazione di una suora bergamasca, che ha appena scoperto di essere stata destinata in Bolivia, si trasformano in 35 anni di servizio gioioso e quella chiamata diventa il grazie più grande da dire per la propria vita. Così si ritorna a casa con gli occhi pieni di bellezza, con il cuore grato e con più consapevolezza sui desideri che mi spingono a crescere.

 

 

Tags: gm , Giovani e Missione, Testimonianze, Testimonianza, Bolivia

Racconti di Missione

Leggi altri articoli...

Africa
  • 01/02/2019
  • By 

La prova

Non si scappa: la missione mette alla prova. Ma proprio per questo insegna ad avere fiducia  

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.  Leggi di più