Giorno 8. Acapulco (beach)

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Il Pacifico ci chiedeva di fare un bagno già ieri. Oggi era impossibile resistergli. Una giornata al mare l’avremmo fatta in ogni caso, anche se non avessimo portato il costume e fossimo stati costretti a fabbricarcelo con degli stracci e una spilla da balia.
Di buon mattino il bravissimo Domingos ci ha portati all’imbarcadero, siamo saliti su una barca dal fondo trasparente, attraverso il quale l’acqua cristallina lasciava vedere tutti i pesci, e siamo sbarcati sull’Isla de la Roqueta. Sabbia gialla, mare azzurro, cielo terso, cerveza fredda sul bagnasciuga, una palla per giocare, un buon piatto di pesce per pranzo... Ecco, non ci sarebbe più nulla da dire. Se non che la metà di noi ha riportato scottature di tutte le sfumature dal rosa al rosso habanero, ma questo è un dettaglio che interessa soprattutto alle mamme, nostre fedeli lettrici.

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Però non volevamo lasciarvi con la bocca asciutta, così abbiamo fatto qualche domanda qua e là, per sentire le parole dei nostri ragazzi e capire come sta andando. Anche perché siamo proprio a metà del viaggio e bisogna fare il punto. Di ognuno riportiamo anche il livello di scottatura, così le rispettive mamme saranno informate.

Chiara (molto ben rosolata)
Chiara si è aggiunta alla comitiva all’ultimo secondo, solo una settimana prima del decollo. “Ho letto il messaggio di invito ad alta voce mentre ero a cena coi miei e sono stati subito entusiasti. Allora si va, ho pensato. La proposta è arrivata proprio al momento giusto: stavo cercando una cosa del genere per staccare la spina e schiarirmi le idee dopo la laurea e prima di iniziare il tirocinio. Mi sono semplicemente fidata di chi mi invitava”. E come sta andando? “I nostri momenti di riflessione sono perfetti per scandire la giornata. Sono quello che ci servirebbe sempre, perché sono indispensabili ma, nella vita di tutti i giorni, sono molto difficili da trovare. All’inizio temevo che sarebbero state delle mini prediche fatte dai padri, invece il fatto che venga chiesto di fare delle testimonianze anche a dei ragazzi del gruppo è bellissimo. Credo che noi abbiamo sete di sapere quello che pensano e provano le altre persone; questi momenti sono stati molto personali e quindi riusciamo a percepirli meglio”.

Alice (cottura media)
Anche Alice è d’accordo. “È bello avere dei momenti per noi, per pensare un po’ meglio rispetto a come possiamo fare a casa nostra. Mi è piaciuta molto la condivisione che abbiamo fatto tutti insieme: l’intreccio di storie ha reso la nostra giornata ricca. In più ogni sera parlo con la mia compagna di stanza e ci confidiamo dubbi, paure e gioie quotidiane. Il fatto che riesca ad aprirmi così tanto con una persona che conosco da una settimana, e in questo contesto, significa che questo cammino mi sta dando tanto”. Perché, in che contesto sei? “La famiglia che ci accoglie è molto povera: il bagno è un buco per terra e loro ci hanno lasciato i loro letti, spostandosi a casa di un parente, per farci stare comode. Praticamente ci hanno lasciato tutto. Ma questo mi ha fatto capire che avere la pancia vuota permette di vedere la vera bellezza e le cose essenziali. Dovessimo scegliere tra la nostra casa di adesso e una più lussuosa, sceglieremmo di nuovo la nostra”.

Luca (al sangue)
“È la prima volta che mi accosto a una Gmg con un percorso così ben definito” ci racconta il nostro Luca. “Questi momenti di condivisione cambiano tutto perché sei costretto a tirar fuori quello che, dentro di te, riesci a mettere a tacere. Quando devi parlarne diventi più consapevole delle cose. Infatti questo genere di incontri mi hanno sempre spaventato, perché sono consapevole dei rischi. Ma è anche un rischio che sono pronto a correre...”. Che ne pensa Luca del gruppo che si è formato? “Gruppo fantastico. È la cosa che mi preoccupa sempre di meno perché quando si condivide la fede il resto vien da sé. Ma se su questo avevo dei dubbi, ora ho capito che é una legge universale. O forse un dono dello Spirito...”. Si vede che Luca è filosofo.

Don Andrea (cotto il giusto)
Sul percorso spirituale abbiamo chiesto anche il parere di un sacerdote (diocesano e ambrosiano doc). E per don Andrea è ben fatto perché ci sono sia la Parola, sia il pensiero del Papa, sia la testimonianza missionaria. “I brani scelti ci permettono di entrare meglio nelle corde di Francesco e di arrivare preparati all’incontro con lui. Gli scritti dei missionari mi colpiscono molto, li trovo un esempio pertinente e concreto di come l’invito del Papa all’esultanza e alla santità non è nuovo, ma appartiene alla storia e c’è già chi lo ha già messo in pratica”. E del gruppo, un prete di oratorio che ne pensa? “Non conoscevo il Pime ed ero preoccupato che le differenze con i metodi della parrocchia potessero essere un ostacolo. Invece dopo una settimana direi che l’obiettivo di superarle è quasi totalmente raggiunto. Stiamo mettendo in gioco la nostra umanità e la voglia di capire cosa questa esperienza ci insegna”.

Bennedetta (al sangue)
Sentiamo se una ragazza di parrocchia è d’accordo. Come si trova Benni nel gruppo? “Molto bene, perché nonostante sia qui con degli amici mi sono subito sentita accolta da tutti. Di solito le persone sono più chiuse e tendono a giudicare prima chi sei in base a come ti presenti. Qui invece siamo stati accolti con gioia e siamo riusciti a instaurare un rapporto più vero”.

Cristina e Filippo (cotti il giusto, entrambi)
Volevamo anche il parere di una giovane coppietta. Vivere nella comunità locale e in un gruppo di persone sconosciute ha quel qualcosa in più che alla Gmg di Cracovia era mancato. “È la prima volta che ci stacchiamo dalla parrocchia, dove ci conoscono tutti sin da quando eravamo più piccoli. Ne avevamo bisogno, anche per trovare il coraggio di aprirci a qualcos’altro. Qui, con persone appena conosciute siamo considerati una coppia, ma la cosa non è data per scontata come in oratorio. Sentiamo quasi di dover dare qualcosa di più, proprio perché agli occhi degli altri siamo qualcosa più di noi stessi come singoli”. E la Gmg di Panama? “Ce ne siamo quasi dimenticati... Prima il Messico sembrava una tappa intermedia prima della Gmg, ora invece sembra che la Gmg fosse una scusa per andare in Messico in missione”.

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